Menu principale:
Collegamenti / Links
Quante volte, sfogliando una rivista p leggendo un libro, Vi sarete domandati il significato dell’espressione “scala tachimetrica“, “telemetrica”, o a cosa servisse quel pulsante o quella speciale corona? A queste e a molte altre domande cercherò di dare una risposta chiara ed esauriente. Sarà necessario, tuttavia, stare molto attenti perché molti cronografi si assomigliano molto, pur avendo uno o più particolari differenti. Per rendere più semplice l’apprendimento di tutte queste nozioni ho preparato 15 tavole che presentano tutte le varianti di cui tratterò. Questi disegni hanno lo scopo di essere più leggibili di una fotografia, per poter dibattere l’argomento senza dare più risalto a questa o a quella marca. Non mi dilungherò sulla storia del cronografo, dato che non è questo lo scopo di questa sezione. Vorrei, invece, rendere leggibile qualsiasi quadrante cronografico ed insegnarne quindi il corretto uso del meccanismo e le due varie funzioni.
Utilizzo dei cronografi tramite i pulsanti. Tavola1
Alcuni cronografi sono muniti di un solo pulsante, fissato alla carrure della cassa o posizionato all’interno della corona di carica. In questo solo caso, il pulsante ha tre funzioni, che sono nell’ordine, la partenza, l’arresto, e la rimessa a zero di tutte le funzioni cronografiche. Non è possibile rimettere in marcia il cronografo, dopo l’arresto, senza prima averlo rimesso a zero. Attualmente i cronografi sono quasi sempre muniti di 2 pulsanti: uno ha 2 funzioni, la partenza e l’arresto della lancetta dei secondi crono, l’altro ha una sola funzione, la rimessa a zero della lancetta dei secondi crono. I cronografi che hanno questo dispositivo presentano il vantaggio derivante dal fatto che dopo aver arrestato il dispositivo crono non è necessario rimettere a zero la lancetta per poterla far ripartire. Esiste anche un tipo di cronografo in cui il pulsante ha le funzioni di partenza, arresto e rimessa a zero di tutte le funzioni cronografiche e il pulsante funge da sicura, o serve per l’interruzione e il riavvio con il cronografo in funzione. Il suo funzionamento avviene non tramite una pressione del pulsante in direzione della cassa, ma trasversalmente ad essa.
Il cronografo con contatore dei minuti. Tavola1
Le divisioni del quadrante di questo orologio ( mi riferisco alla tavola 1 ) permettono di effettuare misurazioni con una precisione di 1/5 di secondo. La durata della misurazione può essere controllata fino a 30 minuti ( in certi movimenti fino a 45 minuti ). Infatti ad ogni giro completo della lancetta dei secondi crono ( D ), la piccola lancetta ( E ) del contatore dei minuti avanza di una divisione pari ad un minuto. La rimessa a zero è simultanea per entrambe le lancette. Gli scatti telefonici sono generalmente calcolati con base di durata della conversazione di 3 minuti. Le divisioni sul contatore dei minuti indicano specificatamente il 3°, il 6°, ed il 9° minuto e sono destinate a facilitare la lettura del tempo trascorso ( conversazioni telefoniche ).
Il cronografo con contatore delle ore. Tavola 2
La durata della misurazione può essere controllata fino a 12 ore. Infatti ad ogni completo della piccola lancetta ( E ) del contatore dei minuti ( 30 minuti ), la piccola lancetta ( H ) del contatore delle ore percorre lo spazio compreso entro 2 divisioni, che equivale a mezz’ora. La rimessa a zero è simultanea per entrambe le lancette.
Il cronografo con calendario. Tavola 3
La data è fornita dalla posizione della lancetta ( I ) con punta a freccia o mezzaluna, che avanza automaticamente di una divisione ogni 24 ore. Nei movimenti che prevedono il cambio del giorno attraverso un correttore, esercitando una leggera pressione si otterrà il cambio del giorno e con una pressione a fondo sullo stesso correttore si otterrà il cambio del mese. Generalmente, la rimessa al giorno del calendario si ottiene per mezzo di pulsanti posti sulla carrure della cassa.
Il cronografo con calendario e fasi della luna. Tavola 4
Il disco della luna ( N ) avanza automaticamente, e la sua messa al giorno si ottiene con una pressione a fondo sul correttore ( M ) che in questo caso ha due funzioni. Generalmente, la messa al giorno del calendario e delle fasi della luna si ottiene con una pressione sui pulsanti posti sulla carrure della cassa.
Il cronografo con lancetta di recupero “rattrappante”. Tavola 5
L’impiego del cronografo munito di meccanismo con lancetta di recupero, altrimenti conosciuto come rattrappante, permette di cronometrare dei fenomeni temporali dei quali gli inizi siano simultanei, ma le durate differenti; per esempio una prova sportiva nella quale più concorrenti siano partiti nello stesso momento. In questo cronografo una lancetta ( O ) è posizionata coassialmente sopra la lancetta ( D ) dei secondi crono. Con una pressione sul pulsante di partenza ( A ), le due lancette ( quella del cronografo e quella rattrappante ) si mettono in marcia e restano sovrapposte fino a che il meccanismo di recupero non sia bloccato tramite una pressione sul pulsante del rattrappante ( P ), situato sulla corona di carica. Questa operazione arresta la lancetta del rattrappante mentre quella dei secondi crono continua la sua marcia. Una seconda pressione, sullo stesso pulsante libera, dopo la lettura della prima misura temporale la lancetta del rattrappante, questa si riunisce istantaneamente alla lancetta dei secondi crono rimasta sempre in marcia e si sincronizza con essa, pronta ad essere nuovamente fermata per una nuova lettura. La rimessa a zero è simultanea per tutte e quattro le lancette, nonostante la lancetta del rattrappante non sia bloccata. In questo caso una pressione sul pulsante del rattrappante libera la lancetta ( O ) che si riunisce istantaneamente alla lancetta ( D ) dei secondi crono.
Il cronografo con scala tachimetrica. Tavola 6
La scala tachimetrica ( Q ) permette di misurare la velocità di un corpo in movimento: per esempio la velocità di un veicolo su di una distanza conosciuta. La base della lunghezza è sempre indicata su questa scala: sui 1000, 200, 100 metri oppure un miglio. Nel momento in il veicolo passa davanti ad uno dei due punti di riferimento scelti per la distanza, corrispondenti alla base scritta sul quadrante, l’osservatore avvia la lancetta dei secondi crono e l’arresta al passaggio del veicolo davanti al secondo punto di riferimento. Il numero indicato dalla lancetta ( D ) sulla scala tachimetrica rappresenta la velocità espressa in chilometri all’ora o in miglia all’ora. Per esempio: il tempo utilizzato da un aereo al suo passaggio al di sopra di una pista di mille metri, determina sulla scala tachimetrica una velocità di 500 Km all’ora.
Il cronografo con scala telemetrica. Tavola 7
La scala telemetrica ( R ) permette di conoscere la distanza che separa l’osservatore da un fenomeno che si manifesta in modo visibile ed udibile. Nell’istante della percezione del segnale ottico l’osservatore avvia la lancetta dei secondi crono e l’arresta nel momento in cui percepisce il segnale sonoro. Il numero indicato dalla lancetta ( D ) sulla scala telemetrica rappresenta, in chilometri o in miglia, la distanza che separa l’osservatore dal fenomeno. La scala telemetrica è basata sulla differenza tra la velocità del suono nell’aria, che è di circa 344 metri al secondo e la velocità della luce, che è di circa 300.000 chilometri al secondo. Questo tipo di scala è stato utilizzato anche a scopo militare, prendiamo ad esempio il caso di una battaglia navale. Nel momento in cui l’osservatore vede il bagliore di una cannonata dalla nave nemica considerata, avvia la lancetta dei secondi crono e l’arresta nell’istante in cui ne percepisce il rombo. Il tempo trascorso indica sulla scala telemetrica la distanza che separa l’osservatore dalla nave nemica ( 2 km ).
Il cronografo con scala pulsometrica. Tavola 8
La scala pulsometrica ( S ) permette di determinare, senza calcolo, il numero di pulsazioni al minuto. L’osservatore avvia la lancetta ( D ) dei secondi crono quando inizia a contare le pulsazioni e l’arresta quando arriva alla 30ma, 20ma, 15ma pulsazione, secondo la base indicata sul quadrante. Il numero delle pulsazioni al minuto è indicato dalla lancetta crono sulla scala pulsometrica ( 150 pulsazioni ).
Il cronometro con scala asmometrica. Tavola 9
La scala asmometrica ( T ) permette di determinare, senza calcolo, il numero delle respirazioni al minuto. L’osservatore avvia la lancetta ( D ) dei secondi crono nel momento in cui il soggetto esaminato inizia una respirazione e l’arresta alla fine della 10ma, 15ma, 20ma o 25ma respirazione al minuto, secondo la base indicata sul quadrante. Il numero delle respirazioni al minuto è indicato dalla lancetta dei secondi crono sulla scala asmometrica ( 100 respirazioni al minuto).
Il cronografo con scala di produzione. Tavola 10
La scala di produzione ( U ) è utilizzata, in particolare, per il controllo di un lavoro in serie e permette di determinare la quantità di pezzi prodotti ogni ora. Sul quadrante di questo cronografo la scala di produzione indica, senza calcoli, il prodotto all’ora, ammesso che la base ( tempo di fabbricazione di un pezzo ) non superi i sessanta secondi. L’osservatore avvia la lancetta dei secondi crono ( D ) all’inizio di un controllo e l’arresta alla fine. Il numero indicato dalla lancetta sulla scala di produzione rappresenta la quantità dei pezzi prodotti all’ora. Supponiamo che la lancetta dei secondi crono sia arrestata dopo l’esecuzione di un pezzo; la produzione all’ora si ottiene senza calcoli sulla scala ( 600 ). Se la durata di fabbricazione di un pezzo è molto breve ( circa 5 secondi per esempio ), è consigliabile considerare il tempo utilizzato per fabbricare più pezzi. Il prodotto del numero dei pezzi considerati per quello indicato sulla scala indica la quantità dei pezzi prodotti in un’ora. Supponiamo che la lancetta ( D ) dei secondi crono sia arrestata dopo l’esecuzione di 5 pezzi: la produzione all’ora è data dalla moltiplicazione di 5 ( pezzi ) per 600 = 3.000 pezzi. E’ evidentemente possibile controllare dei tempi di produzione che superano i 60 secondi; in questo caso il quoziente ottenuto dividendo un’ora ( 3.600 secondi ) per il tempo di fabbricazione considerato dà la produzione all’ora.
Il cronografo con quadrante “memento”. Tavola 11
Il quadrante di questo cronografo, grazie ad un piccolo memorizzatore ( Z ), permette di ricordare gli appuntamenti ( es. l’orario di partenza di un viaggio ). Per memorizzare un determinato orario occorre posizionare la lancette , tramite la corona ( V ) che agisce su di un meccanismo indipendente dal movimento.
Il cronografo con scale multiple. Tavola 12
Il quadrante di questo cronografo permette, grazie alle sue scale multiple, di effettuare più osservazioni. La tavola 12 mostra un esempio tra le numerose combinazioni che si possono ottenere.
Il cronografo “mareografo” Tavola 13
Il contatore dei minuti di questo di questo cronografo ( x ) è diviso in sei settori rappresentanti ciascuno la durata di 5 minuti. Questo quadrante, conosciuto specialmente dagli amatori dello yachting, indica chiaramente il tempo che resta a disposizione dopo il segnale che annuncia l’inizio della regata, fino al secondo, che indica il momento nel quale le imbarcazioni devono superare la linea di partenza. Questo cronografo indica l’ora legale e i periodi delle maree. I periodi segnati sul piccolo quadrante ( Y ) rappresentano quotidianamente i momenti delle maree per un porto o una latitudine data. Questo piccolo quadrante lunare è completato da un disco girevole, diviso in quattro settori colorati. I settori scuri opposti indicano le ore dell’alta marea, i settori chiari quelle delle bassa marea. Poiché l’ora della marea è locale, un pulsante ( W ) permette di adattare i settori colorati all’ora della marea del luogo o della latitudine considerata. L’ora lunare può essere utile anche ai pescatori, ai cacciatori e ai naturalisti, qualora essi siano seguaci della teoria che considera questo il periodo più favorevole alla caccia e alla pesca, in quanto è il momento nel quale i pesci e la selvaggina si nutrono con maggiore intensità.
Il cronografo con lancetta contaminuti al centro. Tavola 14
In questo cronografo la lancetta ( K ) contaminuti è situata al centro. Ciò permette di rendere più visibile la lettura delle quote considerate.
Il cronografo con lancetta di orientamento. Tavola 15
Questo cronografo possiede una piccola lancetta ( J ) a freccia. Questa lancetta effettua un giro completo del quadrante in 24 ore e la sua messa all’ora si ottiene per mezzo della corona ( V ). Per orientarsi è sufficiente ruotare l’orologio, in posizione orizzontale, fino a quando la lancetta delle ore miri il sole, allora la direzione del nord sarà data dalla lancetta a freccia. L’orologio in questo caso, offre anche la possibilità di rimettere esattamente la piccola lancetta dei secondi ( F ). E’ sufficiente premere, facendola girare, la corona contro la cassa. Questa operazione sposta la lancetta e permette di posizionarla esattamente al secondo, in sintonia con il segnale orario.
Specifiche Tecniche ( file zippato 1.224 Kb )
Menu di sezione: